Giangilberto Monti
boris vian / le canzoni
Questa non si può certo considerare una recensione, dopo quasi trent'anni che l'album è stato pubblicato in formato cd per le edizioni de “Il Manifesto” e a un quarto di secolo dalla sua ristampa, direi piuttosto che si tratta di un caloroso invito all'ascolto, per chi già non l'avesse fatto, per conoscere più a fondo i testi e le canzoni di Boris Vian e l'opera certosina di traduzione e reinterpretazione proposta da Giangilberto Monti.
Giangilberto Monti ha diverse cose in comune con Boris Vian: è ingegnere, è attore, alla carriera musicale affianca quella teatrale e oltre alle canzoni ama scrivere saggi e romanzi. Condivide senz'altro anche l'acuto spirito satirico dell'illustre francese, tanto che negli anni Ottanta collaborò con Dario Fo e Franca Rame sia come attore che come musicista; tra i suoi lavori più recenti (ha 16 album all'attivo) troverete anche un album molto stuzzicante con Le canzoni del signor Dario Fo (2018).
Nella proposta di Monti traspare l'influenza della sua lunga esperienza con il teatro-canzone e le canzoni di Boris Vian si colorano dei toni della scuola milanese: ci troviamo qualche tocco di Jannacci e altre volte di Gaber, per finire magari in uno swing che ci ricorda pure Fred Buscaglione.
Sono ben 18 canzoni selezionate tra i brani più rappresentativi dell'autore francese e reinterpretate in italiano, registrate dal vivo a Milano nel 1996; sono tratte dallo spettacolo Non potete insultarci così di Giulia Colace e Giangilberto Monti in cartellone l'anno precedente.
1. Cantare (Chantez)
2. Non potete insultarci così (On n’est pas là pour se faire engueuler)
3. Giava delle bombe atomiche (La java des bombes atomiques)
4. Vendiamo armi! (Le petit commerce)
5. L’aria dell’est (L’âme slave)
6. Valzer del sole (Valse jaune)
7. Non vorrei crepare (Je voudrais pas crêver)
8. Tango dei macellai (Les joyeux bouchers)
9. Lino, ma ‘sto corpo dov’è? (Arthur, où t’as mis le corps?)
10. Le scarpe che van di più (La java des chaussettes à clous)
11. Rock and Roll-dog (Rock and Roll mops)
12. La complessata (Bourrée des complexes)
13. Berrò (Je bois)
14. Tiritera del progresso (La complainte du progrès)
15. Cinema (Cinàmatographe)
16. Picchiami Johnny (Fais-moi mal Johnny)
17. Egregio Presidente (Le déserteur)
18. Bella così da noi non c’è (Y’a rien d’aussi beau)
Così commenta Oliviero Ponte di Pino nelle note di copertina della prima edizione: «Una dopo l'altra, magari riascoltandole, capisci che non sono soltanto canzonette. Che non sono solo “belle canzoni”. Sono qualcosa di più. Servono per non crepare».
I dischi ormai sono quasi introvabili e beato chi ce l'ha, ma fortunatamente l'intero album è disponibile gratuitamente su youtube (lo trovate >>QUI<<), chi lo desiderasse però potrà acquistare queste e altre sue canzoni sulle solite piattaforme digitali, l'autore ne sarà certamente lieto.
Benni AP