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numero 110/11
dicembre
2009


 internazionali

BELGRADO
LIBERTÀ PER GLI ANARCOSINDACALISTI SERBI

AFGHANISTAN
ANCORA UNA STRAGE DI CIVILI
RAGAZZI MIGRANTI
EUROPA E RIFUGIATI
BERLINO
ALL’OMBRA DEL MURO

DIEGO CAMACHO/ABEL PAZ
L'UTOPIA SERVE PER CAMMINARE
BARCELLONA 1909
INTERVISTA A XAVIER DIEZ


 cronache del presente
 

DAL FRIULI
ROMPERE IL SILENZIO

EPILOGO DI UNA STORIA IMPORTANTE
DEGENERAZIONE SOCIALISTA
LOTTA ANTINUCLEARE
FERMIAMO LA MORTE NUCLEARE
CAMENISH
MARCO, TRENT’ANNI DOPO
CAMENISH
CHI È MARCO CAMENISH
QUEI BRAVI RAGAZZI
SEX AND THE CITY, SEX AND THE BODY

“OMOFOBIA”
EMERGENZA SDOGANAMENTO


 notizienotizienotizie


TRIESTE

IL MOVIMENTO NO TAV MUOVE I PRIMI PASSI

TRIESTE E CARSO

IL COMITATO NO TAV
TAV
UN BLUFF MOSTRUOSO

TRIESTE

RIGASSIFICATORI NEL GOLFO: UNA PARTITA ANCORA APERTA

TRIESTE 12 DICEMBRE 1969
UNA SVOLTA NELLA NOSTRA VITA
TRIESTE/COMITATO CITTADINI LIBERI E UGUALI
FASCISTI PER LE STRADE LE STRADE DEI FASCISTI
ROVIGO:

IL CARBONE DEI (PRE)POTENTI
CO2 IN PIÙ? PAGA PANTALONE

VENEZIA
LEGHISTI SENZA MASCHERA
VICENZA
"NON VOGLIAMO DISCUTERE DI
FRONTE AL NEMICO LA LORO MORTE"

MONFALCONE
I PRIMI ANARCHICI
GRADISCA
RIVOLTE, BOTTE E VIDEOTAPE
PORDENONE:
L'AMBULATORIO PER CLANDESTINI
PORDENONE

UN FAZZOLETTO GIALLO
VERONA:
MISURATORI MAXILLO-FACCIALI
VERDE LEGA..
OVVERO COME RISOLVERE L'ANNOSA QUESTIONE CHE SIAMO IN MUCCHIO DAPPERTUTTO
SPAGNA, SECONDA REPUBBLICA (1931-36)
ANTICLERICALISMO ANARCHICO
ERICH MÜSHAM
POETA ANARCHICO

 

 recensioni


SPAGNA 1936

DIFENDERE LA RAZZA: STORIE DI IERI
VENDERE GESÙ
ZERO IN CONDOTTA
FIRENZE IV VETRINA


 ULTIMA PAGINA

 

 

                         

 

Il pensiero deve partire dall'irriducibile:
questa frase, scritta dal poeta portoghese Fernando Pessoa, dovrebbe essere il fondamento di ogni teoria sociale e sapere critico. Al contrario il dissenso politico sembra perdersi nel variopinto nulla che domina e soffoca il presente, senza che le opinioni riescano a trasformarsi in convinzioni: passaggio essenziale affinché possa svilupparsi una resistenza attiva in grado di cambiare la direzione del vento.
La rivolta, infatti, non si compra all'attuale supermercato delle idee dove prevale la politica preconfezionata quotidianamente
esposta, acquistata e consumata. Poco roba genuina e sovente persino tossica, confezioni sfavillanti quanto costose e reali
alternative pressoché inesistenti. Basti pensare alla privatizzazione dell'acqua: in vendita troviamo tantissime marche di acqua minerali, note e meno note, ma quasi totalmente monopolizzate delle famigerate multinazionali Nestlè e Danone.
Questo mercato del "pensiero unico" ha molti aspetti in comune con quello delle merci; si cerca di ipnotizzare il cliente/elettore/spettatore con illusioni ed etichette o parlando male della concorrenza, ma nessun partito pone problemi, interrogativi, critiche all'attuale modello capitalistico e autoritario. Tutti accettano il supermercato e, se qualche disperato senza reddito non paga la scatoletta di tonno, tutti chiamano la polizia a difesa della proprietà privata e del libero commercio.
Il presente numero di Germinal, come al solito senza sponsor e senza additivi chimici, offre alla complicità dei lettori e delle lettrici parecchi spunti e concreti esempi di irriducibilità.
Dall'antirazzismo sempre più necessario per difendere il diritto a vivere non soltanto dei migranti ma di tutti coloro che subiscono il medesimo sfruttamento, alla denuncia degli infiniti orrori della guerra in Afghanistan, dove il presidente Obama ha inviato ulteriori 35 mila militari mettendo in luce il paradosso del premio Nobel per la Pace a lui assegnato appena un mese prima.
Dalle opposizioni popolari alla devastazione prodotta dalle "grandi opere" di regime alla lotta contro la discriminazione sessista, fuori dalle logiche securitarie sostenute sia dalle destre che dal centrosinistra.
E, tra le numerose irriducibilità, quella che richiede uno sforzo eccezionale per difenderla è connessa alla memoria storica, perché autentico ossigeno per il presente che cerca e reclama un futuro diverso. Così su queste pagine trova ancora spazio la
realizzazione dell'utopia nella Spagna rivoluzionaria, attraverso l'intensa partecipazione di chi la visse, ma anche una riflessione sull'amara parabola del movimento socialista, un promemoria antifascista, uno studio sulle politiche sessuali del colonialismo italiano, una testimonianza in prima persona sul terribile 12 dicembre 1969 e il ricordo di chi, nel non lontano 1979, perse tragicamente la vita non solo sognando, ma volendo un mondo senza servi né padroni.