| CPT NE' QUI NE' ALTROVE | ||||||||||||||||||||||||
| CPT LAGER DEI NOSTRI GIORNI | ||||||||||||||||||||||||
|
I Centri di Permanenza Temporanea (CPT) sono stati istituiti in Italia nel ’98 con la legge Turco-Napolitano del centrosinistra per rinchiudere gli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno, che non era possibile identificare ed espellere immediatamente, e che, quindi, secondo i sinistri legislatori, avrebbero potuto rappresentare un pericolo sociale. Gli immigrati vi dovevano rimanere fino a 30 giorni in vista dell’ espulsione. Con la legge Bossi-Fini del centrodestra il termine è diventato di 60 giorni e i CPT hanno consolidato il loro aspetto di vere e proprie carceri, destinate oggi anche ai richiedenti asilo (i cosiddetti centri di identificazione). Sono luoghi che dovrebbero far inorridire anche un “sincero democratico”, luoghi in cui sono stati sospesi anche quei diritti, seppur minimi e precari, che regolano la vita dei carcerati “normali”. I CPT oggi sono 15 nel territorio italiano e solo nel 2003 per questi lager sono passate 17.000 persone (fonte: Medici senza frontiere). Nei progetti del governo ogni regione dovrebbe avere un proprio CPT ed infatti da varie parti sono iniziati i lavori di costruzione di nuovi lager. Questi luoghi di detenzione simboleggiano bene l'atteggiamento della nostra "civile" società nei confronti di persone colpevoli di fuggire da situazioni di miseria, sfruttamento, oppressione, tortura o guerra: la sola mancanza di un documento, di un pezzo di carta che attesti il loro essere "regolari" è sufficiente per essere sottoposti ad una carcerazione inumana e arbitraria in luoghi ancora più opprimenti delle "normali" galere. Questi moderni lager sono l'espressione più evidente della barbarie generata dalle varie leggi sull'immigrazione. Frontiere blindate, stragi sui mari, impronte digitali, rastrellamenti nei quartieri, espulsioni arbitrarie sono solo alcuni delle nefandezze create da questi provvedimenti. Tutti questi provvedimenti hanno creato e diffuso l'artificiale divisione fra “immigrati buoni e lavoratori" e “clandestini cattivi e criminali". Detta in altri termini gli immigrati possono essere tollerati solo se rimangono nell'ombra, chini al dispotismo dei padroni nei luoghi di lavoro, in modo da fornire docile manodopera per le industrie. Da dove credete che venga buona parte del “miracolo del nord-est”? E perché fra i primi a chiedere più immigrati c’è sempre Confindustria? Se “sono di troppo”, se “non servono più” ridiventano automaticamente “clandestini” (molti non hanno mai smesso di esserlo, e gli imprenditori lo sanno bene) e perciò sono ritenuti colpevoli di tutti i crimini possibili. Siamo perciò consapevoli che sono proprio le leggi degli stati a creare la clandestinità e per questo è necessario lottare contro queste leggi razziste e liberticide. Una lotta che per essere coerente ed efficace deve incentrarsi sulla libertà di circolazione per tutti gli uomini e le donne del pianeta, sull’abbattimento di tutte le frontiere e sul rifiuto di ogni artificiale divisione degli individui fra “immigrati”, “clandestini”, “italiani”, “extracomunitari”, “regolari”, consapevoli che l'unica divisione reale è fra sfruttati e sfruttatori.
IL CPT DI GRADISCA Se dovesse venir realizzato il CPT di Gradisca sarebbe uno dei più grandi in Italia e rinchiuderebbe fino a 250 persone. Accanto ad esso in un secondo tempo (prevedibilmente nel 2006) dovrebbe sorgere un centro di identificazione per richiedenti asilo da 150 posti (una nuova aberrazione partorita dalla Bossi-Fini, in pratica un CPT sotto altra forma). Come si vede bene dagli articolo seguente la lotta contro questo mostro dura da ormai oltre un anno. Purtroppo da subito è parso chiaro che la popolazione, pur largamente contraria alla realizzazione del CPT, non era propensa a mobilitarsi in prima persona, quantomeno non in maniera significativa. Di fronte a questa situazione come compagn* anarchic* abbiamo ritenuto di dover tentare una strada per certi versi ad alcuni di noi poco nota ovvero addentrarci nelle questioni normative ed amministrative che riguardassero i lavori del cantiere. Questa strada, sicuramente non priva di rischi, si è dimostrata un grimaldello importantissimo per far venir fuori gli altarini che girano intorno a questa faccenda come illustrano bene altri interventi in questo dossier. Accanto alla denuncia delle porcherie istituzionali non è mai venuta meno la mobilitazione in piazza di una una delle tappe più significative è stata la nostra massiccia partecipazione alla riuscita manifestazione del 26 febbraio scorso. Il nostro contributo è servito soprattutto a fare chiarezza e smascherare doppiogiochismi e opposizioni di facciata. Nonostante le difficoltà il movimento di opposizione è riuscito a smuovere le acque della sonnolenta provincia isontina. Difatti negli ultimi tempi puntuale si è messa in moto la macchina della repressione attraverso cariche, arresti, perquisizioni, denunce e crniminalizzazione sui media locali. Il tentativo è chiaro: spostare l'attenzione pubblica e dei movimenti su queste questioni facendo dimenticare la vera questione sul tappeto ovvero il possibile sequestro del cantiere. Al
momento di andare in stampa la situazione è ancora in evoluzione e
non mancheranno nuovi colpi di scena. Di sicuro la nostra volontà è
di proseguire con il nostro percorso, non lasciando nulla di
intentato affinchè questo lager non apra mai. Ne qui né altrove. Coordinamento libertario contro i CPT |
||||||||||||||||||||||||
|
Per contatti,
informazioni e aggiornamenti www.ecologiasociale.org |
||||||||||||||||||||||||
|
CENTRI DI PERMANENAZA TEMPORANEA: PIU’ DI UN ANNO CONTRO IL LAGER GLI ANTEFATTI Della costruzione di un cpt nell'Isontino si iniziò a parlare nell'autunno 2000. La sua ubicazione avrebbe dovuto essere la caserma dismessa di Lucinico. All'epoca nessuno degli enti locali si disse contrario, vennero solo posti dei dubbi di natura tecnica. Nel settembre 2000 solo il movimento anarchico della regione scese in piazza per opporsi. A dicembre con una visita dell'allora Ministro degli Interni Bianco (governo di centro-sinistra) l'ubicazione definitiva venne individuata nell'ex caserma Polonio di Gradisca d'Isonzo. Poi il progetto sembrò accantonato e non se ne parlò più per qualche anno. Nell'autunno 2003 attraverso Rifondazione Comunista si venne a conoscenza dell'approvazione del progetto di costruzione del cpt da parte del governo Berlusconi. Nel gennaio 2004, alle domande degli amministratori locali, il Ministro degli Interni rispose in modo evasivo dichiarando che comunque i lavori non erano iniziati.
CRONOLOGIA 29 gennaio 2004: si svolge un incontro a Roma con i rappresentanti della Regione. Per poter dialogare con gli Enti Locali che si erano dichiarati contrari, Pisanu parla di “congelamento dei lavori”.
INIZIANO LE PROTESTE 30 gennaio: varie realtà del nord-est, tra cui i Disobbedienti, effettuano un'azione dimostrativa alla caserma Polonio con scritte e striscioni. Viene svelato pubblicamente come i lavori siano già iniziati da un pezzo in gran segreto, smentendo così le dichiarazioni di Pisanu. 31 gennaio: la prima manifestazione pubblica contro il lager si tiene a Gorizia in occasione della giornata europea indetta dai movimenti per i diritti degli immigrati e contro i cpt. E' organizzata da compagni anarchici della Regione, del Veneto e della Slovenia. 3 marzo: durante un' assemblea pubblica a Gradisca si costituisce la “Rete di associazioni contro il CPT”,di cui fanno parte un po' tutti coloro che si oppongono alla sua costruzione; fra i soggetti principali: la Tenda per la pace, Rifondazione Comunista e i Disobbedienti. 3 aprile: a Udine viene data grande rilevanza all'opposizione al CPT di Gradisca durante una manifestazione contro la presenza in piazza dei fascisti di Forza Nuova. Alla manifestazione antifascista, organizzata dal Centro Sociale Autogestito, partecipano circa trecento persone. 25 aprile: i/le compagni/e di Resistenza Antifascista di Pordenone attuano un sit-in e una serie di azioni dirette contro il solito tentativo di Alleanza Nazionale di deporre una corona di fiori al monumento ai caduti in chiave revisionista e anti-partigiana. Anche in questa occasione viene ribadito il no al CPT. 1 maggio: la richiesta che tutti i comuni della Bassa Friulana e dell'Isontino si dichiarino contrari ad ospitare i CPT, e la parola d'ordine “de-cpt-izzazione” vengono lanciate durante una manifestazione a Cervignano (tradizionalmente la più importante in Friuli), nella Piazza lasciata libera dai Sindacati che avevano scelto di manifestare a Gorizia con Prodi per l'allargamento della UE. 19 giugno: in un’azione dei Disobbedienti nel cantiere del cpt vengono danneggiati numerosi macchinari per varie migliaia di euro. Il cantiere è attivo, sebbene Pisanu continui con la favola del “congelamento dei lavori”. Dopo questo blitz verrà alzato un ulteriore muro di cinta in cemento armato alto 4 metri e non previsto nel progetto originario del cpt. 3 luglio: la “Rete di associazioni contro il cpt” indice un corteo a Gradisca, a cui partecipano circa 250 persone. Pochi purtroppo gli abitanti del luogo.Il corteo parte dal piazzale di fronte alla caserma Polonio (ormai presidiata giorno e notte dalle forze del disordine). Per tutta l'estate la questione sarà presente sui media locali dell'isontino 27-28-29 agosto: si proiettano video, seguiti da interventi contro il CPT durante l'annuale festa degli indiani a San Giorgio di Nogaro coorganizzata assieme ai compagni e alle compagne locali, per estendere la controinformazione anche fuori dalla provincia di Gorizia 9 settembre: la Carovana della pace, promossa da varie realtà del cattolicesimo sociale fra cui Alex Zanottelli, passa davanti al cpt in costruzione per esprimere la propria contrarietà. Partecipano alcune centinaia di persone.
LA SVOLTA DEGLI ESPOSTI, LA RICHIESTE DI SEQUESTRO DEI CANTIERI E IL TEATRINO ISTITUZIONALE 10 settembre: il compagno Paolo De Toni presenta un esposto contro il cantiere del cpt per violazione delle norme ambientali che provocherà nelle settimane a seguire numerose reazioni e articoli sulla stampa locale. L'esposto verte sulla possibile presenza di amianto nell'area e soprattutto sulla mancata bonifica preventiva di un sito che fungeva anche da deposito per carburanti. 14 settembre: la Rete organizza una presenza in piazza di un'ottantina di persone davanti alla Prefettura in occasione della visita di Pisanu venuto a “convincere” gli Enti Locali a dire sì al cpt. Illy cerca di scaricare la patata bollente al presidente del Veneto Galan,svelando così il suo “radicale” rifiuto di queste strutture. Estratto dal Messaggero Veneto: <<Illy ha prospettato l’ipotesi che il Cpt possa essere realizzato in un altra zona del nord est ovvero in Veneto e comunque fuori dal Friuli Venezia Giulia. «C’è stato un sindaco di un capoluogo del Veneto - ha affermato il presidente della Regione alludendo al trevigiano Gentilini senza però nominarlo esplicitamente - che si è espresso violentemente contro qualunque immigrato. Credo che dovrebbe essere lieto di ospitare un Cpt. Ne parlerò con il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, con il quale mi incontrerò mercoledì». >> 20 settembre: a Gradisca con un'assemblea pubblica si costituisce il “Comitato contro il CPT” che si dichiara apolitico. Dopo alcuni interventi sui giornali sparirà nel nulla. Secondo alcune voci a manovrarlo erano i boss locali degli appalti interessati all'area dell'ex caserma. 18 ottobre: con una assemblea pubblica a Gradisca si forma il “Coordinamento contro il CPT” formato dai partiti del centro-sinistra, che manterrà rapporti con la “Rete di associazioni contro i CPT”. Durante la serata verrà proiettato il video sui cpt della trasmissione “Report” di Rai3. In questa occasione fa la sua comparsa il sindacato di polizia SILP legato alla CGIL, che d'ora innanzi parteciperà alle riunioni della “Rete”. 6 novembre: il “Coordinamento libertario contro i CPT” (nome che d'ora in poi i compagni anarchici della regione useranno per le iniziative contro il lager) effettua un volantinaggio e comizio a Gradisca durante il mercato settimanale. Nel volantino si attaccano i politici locali, accusati di non fare nulla di concreto contro il CPT e di non aver sostenuto l'esposto ambientale contro il cantiere. 4 dicembre: vengono consegnate a Ciampi un migliaio di cartoline firmate contro il CPT raccolte dalla “Rete di associazioni contro il CPT” che nel pomeriggio partecipa con uno striscione alla manifestazione nazionale a Roma contro la legge razzista Bossi-Fini. 18 dicembre: la mattina a Gradisca e il pomeriggio a Gorizia si ha una nuova presenza in piazza del Coordinamento libertario, con tanto di gabbia metallica a simboleggiare il CPT, per aggiornare la popolazione sulla situazione dei lavori e le prospettive di lotta. La parola d'ordine è “sequestrare il cpt è possibile”. Sui giornali continuano i botta e risposta sulla possibilità di sequestrare il cantiere per violazioni amministrative. Ormai praticamente archiviato l'esposto per reati ambientali, che comunque ha individuato ed accertato infrazioni, è questo ora il nuovo fronte dello scontro. Sotto accusa da parte dei compagni è in particolare il muro di cinta alto 4 metri non previsto nel progetto originario e costruito in violazione di ogni concessione edilizia. Estratto dal volantino: La calata del 1 dicembre della commissione ministeriale, guidata dal sottosegretario Anna Maria D'Ascenzio è stata effettuata per neutralizzare l'esposto alla Magistratura con il quale si sollevavano violazioni di carattere ambientale su amianto e Decreto 471 riguardante, quest'ultimo, la necessità della preventiva caratterizzazione e bonifica dei siti potenzialmente inquinati, prima di ogni ipotesi di riconversione. La visita della commissione ministeriale si è rivelata una esibizione di arroganza che non solo non ha convinto nessuno degli oppositori al CPT ma ha provocato effetti negativi anche nel centrodestra provinciale. Perfino Forza Italia, per salvare la faccia, ha dovuto dissociarsi dalle imposizioni del suo Ministro e, paradossalmente, premere sulla Provincia (di centrosinistra) per agire contro il Cpt. Infatti è previsto lo svolgimento di un Consiglio Provinciale a Gradisca per esprimere il No unanime di tutti i partiti, al Cpt.[Consiglio Provinciale in effetti mai svoltosi Ndr]. Ma mentre la politica dei partiti erige un muro di carta contro questa scelta scellerata, il Ministro Pisanu, in tutta tranquillità e SENZA CONCESSIONE EDILIZIA, ha costruito un muro di cemento armato con ringhiera, alto più di 4 metri, per far capire quali siano le sue "pacifiche" e "democratiche" intenzioni. Altro che Cpt a 5 stelle!! Perché mai quello di Gradisca dovrebbe essere diverso dagli altri lager? Bene, allora considerato che la concessione edilizia è una prerogativa delle Amministrazioni Comunali, la palla passa al Sindaco Tommasini, il quale PUO' ORDINARE LA DEMOLIZIONE DI QUEL MURO E LA SOSPENSIONE DI TUTTI I LAVORI PER ABUSIVISMO EDILIZIO. E LA "SECRETAZIONE"? E' giunto il momento di prendere il toro per le corna! Siamo qui per scaldare di nuovo il ferro che si stava raffreddando e batterlo finché è caldo. Dov'è il coraggio di questi politici ? A noi pare che abbiano la coda di paglia e continuino in una opposizione formale fatta solo di parole alle quali non seguono i fatti. Ebbene chiediamo che il Consiglio Provinciale che si svolgerà a Gradisca dia la unanime solidarietà e copertura politica al Sindaco Tommasini per ordinare il FERMO DEI CANTIERI!! Alla faccia della "secretazione" (peraltro in ambito che non è più militare) che è del tutto illegale oltre che ovviamente ingiustificata. Vediamo un attimo il perché di questa trovata romana. La secretazione serve, oltreché a bypassare allegramente tutte le normative sugli appalti e quelle ambientali e a impedire i controlli nella gestione successiva, anche a creare un gravissimo percorso di fascistizzazione istituzionale attraverso il quale, con motivazioni arbitrarie, si intendono abituare le popolazioni e le amministrazioni locali ad accettare la logica delle imposizioni dall'alto; metodologia che verrà sempre più usata in futuro. Si noti che la Prefettura non ha voluto cedere su nulla e anche la Perizia degli Enti tecnici (ASL, Provincia.. ) è stata effettuata solo a seguito della presenza in sito di entità militari. Ma da dove nasce questo divieto di accesso ai civili se il sito non è più militare? Ed allora è su questo che bisogna rispondere e quindi anche la Regione e i parlamentari eletti localmente (di centrosinistra) devono far valere le prerogative Comunali sulle concessioni edilizie. Questa strada permette di agire con forza e senza esitazioni. La questione delle mancate concessioni edilizie assieme alla inevitabile caratterizzazione ambientale prevista dal Decreto 471 (nella fattispecie con la conseguente altrettanto inevitabile messa in sicurezza delle cisterne dei combustibili), forniscono materiale sufficiente per dare via al braccio di ferro contro Pisanu.
CON IL NUOVO ANNO LA SITUAZIONE SI SCALDA 26 gennaio 2005: sembra che siano state scattate alcune foto dei progetti del CPT in comune di Gradisca visibili al pubblico. La data sui progetti, che stavolta comprendono anche il muro di cinta, è dell'ottobre 2004, mentre i progetti definitivi sono stati approvati il 20 ottobre 2003 e non è prevista la recinzione. 28 gennaio: sui giornali locali il Coordinamento libertario denuncia che la secretazione dei lavori riguardanti il cpt è stata decisa dal centro-sinistra nel marzo 2001. Ormai l'operato della giunta comunale e di quella regionale viene messa sotto accusa da molti soggetti. La parola d'ordine “sequestrare il Cpt” lanciata da mesi dagli anarchici è ormai fatta propria da tutto il movimento contro il lager. 30 gennaio: il presidente della Provincia di Gorizia Brandolin dichiara: “Il problema è quello dell'umanizzazione di queste strutture (...) la vera sfida sarà quella di aiutare queste persone a sentirsi meno sole (...) e su questo cercherò di coinvolgere quante più realtà possibile, dalla Chiesa al volontariato”. 18 febbraio: si svolge un incontro fra la “Rete contro il cpt” e gli esperti legali della Regione. Alle riunione è presente anche il Compagno De Toni del coordinamento libertario. Alla fine i legali devono ammettere che il cantiere è abusivo ed è possibile intervenire per bloccare i lavori. Emerge anche che la Regione avrebbe dovuto far parte della consulta deputata all'approvazione del progetto del cpt, mentre non è mai stata interpellata. Si evidenzia così un' altro potenziale appiglio legale per bloccare i lavori. 25 febbraio: i legali della Regione, Provincia e Comune (in realtà l'artefice del golpe giuridico è il Diessino Presot compare di Tommasini) rimangiandosi quanto detto nei giorni precedenti, annunciano che non intraprenderanno nessuna azione contro il cantiere perché non vi sono gli estremi per farlo. Di fatto da questo punto in poi le istituzioni ed in particolare Tommasini tenteranno di mettere la parola fine sulla vicenda.
PUNTUALE COME SEMPRE INIZIA LA REPRESSIONE 26 febbraio: si svolge l'annunciata e più volte rimandata manifestazione “unitaria” contro il CPT. Il corteo di 2000 persone- vede un'adesione trasversale dalla Margherita a Rifondazione, dai pacifisti agli sbirri del SILP. Presenti, pur senza dare adesione all'appello di indizione, i Disobbedienti e il “Coordinamento libertario contro i CPT” che poi saranno fra gli spezzoni più numerosi e attivi. A fine manifestazione, davanti al cpt, la polizia effettua una carica di alleggerimento contro i disobbedienti mentre questi stendono simbolicamente del filo spinato davanti all'entrata del Cpt e in seguito lanciano razzi e vernice. La carica di fatto porrà fine alla manifestazione e regalerà ai disobbedienti un'enorme visibilità sui media oscurando di fatto gli altri partecipanti. A fine manifestazione verrà arrestato Ezio Miotto, un giovane compagno della zona legato all'area delle "Officine culturali indipendenti", con l'accusa di lesioni (presunto lancio di un sasso) e resistenza a pubblico ufficiale. Verrà malmenato e tenuto in galera per quattro giorni. Questo grave episodio assieme alla carica rappresenta l'inizio del tentativo di criminalizzare il movimento contro il lager. 1 marzo: i Verdi, attraverso i loro esponenti locali e nazionali, presentano un esposto contro il cantiere del Cpt per abusivismo edilizio. Nello stesso giorno esce il documento ufficiale dei legali della Regione che conferma il parere negativo sulla possibilità che il comune di Gradisca ordini il sequestro del cantiere. 2 marzo: i Disobbedienti organizzano un presidio di fronte al Tribunale, in solidarietà al giovane arrestato, che verrà rilasciato proprio in questa data ma sottoposto all'obbligo di dimora. Nel frattempo si susseguono le prese di posizione riguardo alla manifestazione del 26 e agli scontri con la polizia. 4 marzo: le case di due fra i più attivi esponenti della “Rete di associazioni contro i cpt” (una pacifista e uno dei Giovani Comunisti) vengono perquisite dai Carabinieri che sequestrano computer e volantini. L'accusa è di aver diffuso “notizie riguardanti segreti di Stato”, nello specifico le foto del progetto del cpt di Gradisca che nelle settimane precedenti erano state pubblicate da vari siti internet di movimento. Si riuniscono inoltre gli organi locali della chiesa per prendere una posizione sulla questione ma alla fine la curia si spacca fra favorevoli e contrari. 5 marzo: con una nuova presenza in piazza a Gradisca il Coordinamento libertario, oltre ad esprimere solidarietà al ragazzo arrestato e ai perquisiti, continua ad attaccare i politici locali per il loro vergognoso immobilismo. Viene presentata la diffida al Sindaco Tommasini per non aver proceduto al sequestro del cantiere. 6 marzo: dai giornali locali si apprende che gli indagati per la questione dei progetti sono sette o otto. 7 marzo: sui giornali appare la notizia che il compagno Paolo De Toni si è “autodenunciato” per aver scattato le foto ai progetti del cantiere, dichiarando che i progetti erano in Comune a disposizione di tutti e che sono stati semplicemente fotografati con un cellulare.
LA QUESTIONE RIMANE APERTA, LA LOTTA CONTINUA 9 marzo: Il Sindaco Tommasini conferma che i progetti non erano coperti da secretazione che molte persone avevano potuto vederli e che gli erano stati messi a disposizione dal sottosegretario D'Ascenzio il 1 dicembre 2004. Gli (ex) Disobbedienti con un documento pubblico attaccano tutto il centro-sinistra accusandolo di doppiogiochismo ed escono ufficialmente dalla “Rete di associazioni contro i cpt” per la presenza del SILP al suo interno. Nei giorni precedenti Tommasini -chiamato in causa più volte dal coordinamento libertario- dichiara che non può fare nulla contro il cantiere appoggiandosi al documenti dei legali: l'unica a poterlo fare secondo lui sarebbe la Regione. 12 marzo: presidio sound sistem a Romans dei Disobbedienti in solidarietà per Ezio Miotto. 18 marzo: il nuovo Questore di Gorizia, in un incontro con gli Enti Locali, annuncia che per motivi tecnici l'apertura del lager è spostata a fine anno. 31 marzo: riemerge dal letargo il Presidente della Provincia di Gorizia Brandolin che annuncia nuove iniziative della Giunta e comunica di aver inviato delle lettera Pisanu per avere chiarimenti dopo la risposta del sottosegretario Saponara alla interrogazione dei Budin e Guerzoni. 1 aprile: I Disobbedienti occupano la sede della Misericordia a Cormons chiedendo che nessuna organizzazione di volontariato prenda la gestione del cpt. 2 aprile: nell'ambito della seconda giornata europea contro i Cpt si svolge una nuova manifestazione a Gradisca organizzata dalla “Rete contro i Cpt”, con la partecipazione di 600 persone. Significativo il finale della manifestazione, dove sono ammessi solo interventi di immigrati, singoli individui e delle associazioni. I numerosi politici presenti per una volta tacciono. Nonostante il papa morente la manifestazione si svolge comunque e il sound sistem degli "indipendenti" continua, giustamente, a sparare musica a tutto volume. 9 aprile: con una lettera il Presidente della Regione Illy comunica al Ministro Pisanu di essere contrario all'edificazione, accanto al cpt, del centro di identificazione per richiedenti asilo che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno. La posizione sul cpt invece continua a rimanere ambigua. 14 aprile: il compagno Paolo De Toni riceve l'avviso di garanzia (Art 262 del C.P.) riguardo alla diffusione delle foto del progetto del cpt per la quale si era “autodenunciato”. 21 aprile: il “Coordinamento libertario” organizza un'assemblea pubblica nella sala comunale di Gradisca per rilanciare la lotta con la presentazione di un dossier e di un nuovo esposto. (ndr: al momento di andare in stampa l'assemblea si deve ancora tenere).
In previsione dal 22 aprile Gazebo in Piazza a Gradisca da parte della "Rete" e degli "indipendenti" in concomitanza con feste e iniziative locali cittadine.
Sigle -Rete di associazioni contro il cpt: rete che raccoglie le varie associazioni e movimenti che nell'isontino si oppongono alla costruzione del lager. -Coordinamento contro il cpt: raccoglie tutti i partiti del centro-sinistra (Rifondazione compresa) presenti nella cittadina isontina, ma di fatto gestito dai DS. -Coordinamento libertario contro i cpt: nome che i compagni anarchici e libertari della regione si danno per le iniziative contro il lager. -Disobbedienti è una sigla che a detta degli appartenenti non è più in uso sostituita da varie altre sigle fra cui "rete del precariato sociale" -Indipendenti sta per "Officine Culturali Indipendenti" si tratta di una associazione spontanea di compagni/e della zona friulano/isontina che mantengono una loro autonomia da tutte le organizzazioni pre-esistenti.
|
||||||||||||||||||||||||
| BREVE STORIA DEL CPT DI GRADISCA D'ISONZO E PROSPETTIVE | ||||||||||||||||||||||||
|
La proposta di istituire un Centro di Permanenza Temporanea per immigrati “clandestini” nei pressi del confine italo–sloveno, (in pratica una prigione in cui rinchiudere i migranti sprovvisti di documenti ed in “attesa” di essere forzatamente respinti) va inserita nel quadro della campagna elettorale sul tema “caldo” dell’immigrazione per le elezioni politiche del maggio 2001. Gorizia venne individuata dai mezzi di
comunicazione di massa, a livello nazionale e persino europeo, come
la porta di passaggio E’ la Destra italiana a cavalcare le proteste
del SAP (sindacato di polizia di quell’area politica) nel 2000 e
all’inizio del 2001, che promuoveva in quei mesi la campagna
“confine invisibile” per denunciare l’”emergenza”, cioè il costante
afflusso di profughi. "Con Decreto interministeriale del 22.12.2000
parte della ex caserma Ugo Polonio di Gradisca d'Isonzo è stata
individuata quale Sin dall’inizio la Sinistra rincorse la Destra
sui temi dell’immigrazione e ci tenne a dimostrarsi forza adatta al
governo Come emerge dalla stampa locale, il CPT avrebbe
dovuto aprire in tempi brevi, senza bisogno di lavori particolari,
viste le buone condizioni della caserma Polonio… La burocrazia venne in aiuto alla politica del
malaffare, attraverso la secretazione dei lavori del CPT … Gli aspetti giuridici La secretazione dei lavori risale all’epoca del Centrosinistra: “Con decreto del Ministero dell'Interno n. 300
del 6 marzo 2001 i Dal 2001 cala il silenzio sul CPT, la sua funzione e lo stato dei lavori,fino al dicembre del 2003 quando è Rifondazione Comunista a risollevare la questione ed i disobbedienti il mese successivo ad effettuare un blitz. "Con decreto in data 20.10.2003 del Capo del
Dipartimento per le Queste le decisioni governative, di cui i politici locali dicono di non essere stati a conoscenza.(?!)
Il tentativo di imprigionare a Gradisca i
migranti, trovando una soluzione che metta l’anima in pace ai
benpensanti(e permetta pure alle imprese di mangiarci sopra) ha
avuto, nelle procedure di approvazione ed autorizzazione, degli
aspetti dilettanteschi nei quali le amministrazioni locali avrebbero
potuto inserirsi se la loro reale intenzione fosse stata quella di
opporsi con efficacia all’apertura del CPT. Dall’analisi complessiva emerge che la collusione degli amministratori locali con il potere centrale influisce ancor più che la disattenzione per il territorio e l’ambiente, che pure non mancano mai…anche a causa di una prassi politica che delega al potere troppe questioni vaste e serie,che esso tratta solo in conformità ai propri interessi. I lavori, ad esempio, procedono senza che ci sia stata nessuna bonifica del sito (ex militare e pertanto sottoposto a bonifica obbligatoria in base alla legge 471). Ma i politici si erano dimenticati delle regole, che in democrazia vanno bene solo in alcuni casi… Fu il Coordinamento Libertario a sollevare la
questione della bonifica,ma soprattutto quella della concessione
edilizia. Ci si potrebbe chiedere: praticando queste vie legali è ancora possibile fermare il CPT, che si prefigura come il CPT del Nord Est, forse il più grande d’Italia? Siamo convinti che il sindaco possa fermare i lavori in base alle gravi violazioni in materia di concessione edilizia e procedurali che hanno scavalcato il Comune di Gradisca,anzi che abbia il dovere di farlo in base alle leggi vigenti… Ma la preoccupazione della Sinistra goriziana e
regionale sembra più quella di “attardarsi”, di gestire e confondere
le voci fuori Il tentativo dei libertari di fare luce sulla
questione era articolato in due fasi. Illy, il re del caffè, non è contrario ai CPT:
intendeva solo spostare in Veneto quello di Gradisca … Brandolin
intendeva La seconda fase, dopo aver messo a nudo le
complicità e i doppiogiochisti era quella di “assediarli” per
obbligarli ad Se è vero che il CPT non è ancora aperto e la
sua “inaugurazione” è nuovamente rinviata dobbiamo invece constatare
come i politici locali abbiano dato il massimo in materia di
insabbiamento e gestione sporca della vicenda, illudendo il
movimento contro il CPT attraverso i burocrati di partito e le
dichiarazioni sui giornali … Se c'è ancora qualche speranza per
opporsi alla sua apertura, essa passa attraverso la messa sotto
accusa dell'intero gioco politico, a cui stanno partecipando i
partiti nelle loro varie articolazioni locali. L'accettazione passiva di questo metodo di
conservazione e gestione del potere, fatto di finte dichiarazioni e
di falsificazione Loro lo sanno, ma lo sappiamo anche noi. (*)Messaggero Veneto, 30 gennaio 2005 |
||||||||||||||||||||||||
|
Gradisca IL NOSTRO BAR PREFERITO
Non ci hanno lasciato l'imbarazzo della scelta.
Uno solo era il bar aperto nella piazza di Gradisca il pomeriggio
del 26 febbraio, quando il corteo è passato ed è subito diventato il
nostro bar preferito. |
||||||||||||||||||||||||
|
NON POTEVAMO NON SAPERE ... E' sempre necessario, quando si fa un'iniziativa contro i CPT, specificare che la sigla su volantini e striscioni sta per CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA. Infatti molte delle persone con cui abbiamo parlato durante la nostra attività a Gradisca e in regione non sapevano di che cosa si trattasse. Del cpt di Gradisca molto, anche a sproposito, è stato scritto sui giornali locali (Messaggero Veneto, Gazzettino e Piccolo) negli ultimi due anni, eppure sembra che la gente faccia in fretta a rimuovere notizie riguardanti luoghi di detenzione, campi di concentramento e di privazione delle libertà personali. I quotidiani si leggono poco, gli immigrati, specie se “irregolarmente” presenti in Italia, vivi o morti, detenuti o picchiati, non sembrano riguardare la vita degli onesti cittadini, la TV non ne parla e perciò non esistono. Con un po' di attenzione le notizie riguardanti i cpt, in Italia e all'estero invece si trovano e le cronache ne parlano più spesso di quanto si possa credere. Una ricerca personale sul quotidiano “il manifesto” mi ha costretto a limitarmi alle notizie degli ultimi quattro mesi a causa della mole di materiale. Andando a ritroso. Il 2 aprile 2005 si svolge la seconda GIORNATA EUROPEA DI MOBILITAZIONE PER I MIGRANTI. In tutta Europa si svolgono manifestazioni contro i cpt presenti sul territorio. Qualche esempio: a Postojna (Postumia) in Slovenia, a Barcellona, in diverse città inglesi, a Brandeburgo davanti al centro per i rifugiati e richiedenti asilo, all'isola di Capo Rizzuto (Crotone), a Ragusa. Si manifesta anche per i centri prossimi venturi come a Gradisca e a Bari. Già il 1° aprile ci sono state azioni tra cui l'occupazione simbolica di alcune sedi della “Misericordia”, associazione di volontariato di stampo cattolico che gestisce fra gli altri il cpt di Modena ed è nell'elenco del ministero degli interni fra le associazioni idonee a partecipare ai segreti appalti per la gestione dei lager. L'8 aprile nel cpt di via Corelli a Milano scoppia una rivolta in seguito alla lentezza dei soccorsi per un giovane marocchino che tenta il suicidio procurandosi ferite e ingerendo liquidi tossici. Quando la Croce Rossa è arrivata alcuni detenuti hanno mandato in frantumi dei vetri e appiccato fuoco ai materassi, uno è salito sul tetto. La polizia è intervenuta, chiamata dalla CRI, con perquisizioni molto dure accompagnate da umiliazioni verso gli immigrati. Alcuni gruppi di sostegno ai migranti si sono subito radunati all'ingresso del carcere chiedendo che una delegazione fosse fatta entrare, richiesta naturalmente respinta. Il 12 aprile si ha notizia di uno sciopero della fame attuato dai prigionieri nel cpt e di un loro documento di protesta in cui si chiede: “ libertà per tutti, perché essere immigrati non è reato; libertà immediata per Mohammed, portato da Corelli a San Vittore per aver avuto il coraggio di denunciare i soprusi che abbiamo subito qui dentro; un incontro in prefettura a cui partecipi una nostra delegazione.” Le associazioni che da anni si battono per la chiusura del cpt hanno costituito un “Comitato di sostegno ai detenuti di via Corelli” assumendo le richieste dei prigionieri. Marzo è un mese ricco di avvenimenti riportati dalla stampa e nel caso di Cesare Lodeserto anche da radio e Tv. Cesare Lodeserto è un prete, segretario del vescovo di Lecce monsignor Ruppi che è anche presidente della Conferenza episcopale pugliese. Ma “don” Cesare fin dal 1997 si occupa di immigrati con la fondazione a S.Foca (Lecce) del Regina Pacis, centro di accoglienza per gli stranieri che sbarcano sulle coste del Salento. Con l'istituzione dei cpt della legge Turco-Napolitano, il Regina Pacis diventa un centro di permanenza temporanea con annessa ala per le prostitute straniere che sono uscite dalla schiavitù. In questi anni, varie volte le cronache e i movimenti a sostegno degli immigrati si sono occupati di questo prete che gestisce, insieme alle forze dell'ordine alloggiate nei vicini alberghi, in modo assai disinvolto la struttura di detenzione. In particolare, nella notte del 22 novembre 2002, 17 immigrati maghrebini, che avevano tentato di fuggire dal centro senza riuscirvi,vennero picchiati violentemente sia dagli agenti intervenuti sia direttamente dal prete. La denuncia degli immigrati riguarda, oltre alle botte, anche altre sevizie come costringere dei musulmani a ingoiare carne di maiale cruda. Il 12 marzo 2005 Lodeserto viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Verona. Questa volta ad accusarlo di sequestro di persona, di abuso di mezzi di correzione e disciplina, violenza personale e calunnia, sono alcune immigrate ex prostitute. E' notizia del 26 marzo la concessione degli arresti presso il convento benedettino di Noci (Bari) e il divieto di comunicare con l'esterno anche a mezzo telefono. Non entro nei particolari che ciascuno può reperire facilmente; voglio soltanto sottolineare che intorno a questa vicenda i mezzi di disinformazione hanno avuto l'opportunità di scatenarsi nelle più fantasiose ricostruzioni (consiglio la lettura di un pezzo di “don” Mazzi sull'Avvenire di questo periodo). Fra il 15 e il 20 marzo si possono leggere tre pezzi sul centro di detenzione per stranieri di via Corelli a Milano. Agli amici di Dax, ucciso da fascisti il 16 marzo 2003 a Milano, e a sua madre viene concesso di visitare il cpt e di parlare con qualche detenuto; Fiorello Cortiana dei Verdi denuncia il pestaggio di alcuni immigrati nel centro e le minacce di ritorsione se ne avessero parlato pubblicamente. Infine c'è il resoconto di una manifestazione, conclusasi con la visita di una delegazione alla struttura, tenuta sabato 19 nell'ambito delle iniziative antirazziste e antifasciste organizzate per il secondo anniversario dell'assassinio di Dax. Il 19 marzo, le senatrici Maria Chiara Acciarini (Ds) e Tana de Zulueta (Verdi) non hanno potuto esercitare le prerogative di ispezione dei parlamentari al cpt di Lampedusa. La visita non è stata concessa nemmeno al rappresentante dell'Acnur (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati). In quei giorni arrivavano sulle coste dell'isola diversi barconi con decine di immigrati a bordo. Nel cpt, che ha una capienza di 190 persone, ne sono stati recluse fino a seicento, - in quali condizioni possiamo solo immaginarlo! - prima di essere deportate illegalmente in Libia o ai ai centri di Crotone. Il 24 marzo possiamo leggere una dichiarazione del presidente della Federazione della stampa che chiede, dopo solo 8 anni dall'istituzione dei cpt, di poter visitare questi lager per documentare ciò che succede dietro muri e filo spinato. Il centro di prima accoglienza (cpa) di Sant'Anna di Crotone sale agli onori delle cronache il 26 e 27 marzo. Il senatore Francesco Martone, segretario della commissione diritti umani, durante una visita, trova quattro reclusi con le gambe fratturate che dichiarano di esser stati picchiati anche con bastoni elettrici, probabilmente in seguito ad un tentativo di fuga. Qualcosa non quadra: dai cpa si dovrebbe poter uscire liberamente. Con il regolamento di attuazione della Bossi-Fini è previsto che i centri di accoglienza si trasformino in centri di identificazione (cdi), destinati ai richiedenti asilo, strutture tenute sotto stretta sorveglianza e chiuse sia in uscita per i migranti che in entrata per chi voglia conoscere le condizioni dei prigionieri. A Sant'Anna di Crotone, dove si trova anche un cpt protetto da recinzioni altissime, sono stati imprigionati i migranti di Lampedusa esclusi dalla deportazione in Libia. Si sa che fra il 17e il 18 marzo il numero di “ospiti” del cpa varia da 430 a 290, a 98. Che ne è stato di queste persone? sono fuggite o espulse chissà dove? Il 27 marzo in una piccola nota del “manifesto” si parla della fuga di una cinquantina di persone e di azioni repressive da parte della polizia. Di febbraio sono le cronache relative alla manifestazione del 26 a Gradisca, ampiamente trattata in queste pagine, il 3 appare un articolo che riporta la presa di posizione contro i centri di permanenza temporanea di un gruppo preti. Nell'appello inviato ai vescovi e alle istituzioni della repubblica si fa specifico riferimento al Regina Pacis di S.Foca, retto dalla curia pugliese e a “don” Cesare Lodeserto che “ha partecipato come sempre negli ultimi anni alle fasi di repressione” degli immigrati reclusi. Nella stessa pagina un trafiletto tratta dell'appello della Commissione per l'immigrazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a proposito della gestione da parte del governo italiano dell'arrivo di quasi 2000 immigrati a Lampedusa nell'autunno 2004, raccolti in una struttura in condizioni molto precarie al limite della legalità. E' del 4 gennaio la notizia del tentativo di fuga di quattro nordafricani dal Regina Pacis. Uno dei fuggitivi ha una sospetta frattura ad una gamba, mentre un altro, Fawzi Zemzemi, tunisino di 33 anni, è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale avvenute con molta probabilità durante gli scontri con i carabinieri che volevano rinchiuderlo nuovamente. Il 14 si parla del ferimento di immigrati da lungo tempo rinchiusi in un centro di detenzione per immigrati a Malta in attesa della conclusione della procedura della richiesta d'asilo. La protesta dei detenuti, liberiani, pachistani, indiani, congolesi, ivoriani, segregati dal maggio 2004 è stata pesantemente repressa dai soldati maltesi causando 30 feriti. Sull'ultima pagina del numero del 29 gennaio trovo una ben documentata storia sulla deportazione di rifugiate per motivi politici in Inghilterra e una nota sui bambini reclusi nei centri di detenzione britannici, costruiti quasi esclusivamente per richiedenti asilo.
PAGINE CURATE DAL COORDINAMENTO LIBERTARIO CONTRO I CPT |
||||||||||||||||||||||||