germinalonline.org


                                                 

numero 109
maggio
2009


internazionali


SPAGNA ‘36

ADDIO DIEGO

CIAO ABEL PAZ
GRECIA
LA TENACIA DI KONSTANTINA

DIRIGENTI ASSEDIATI
W LA MODA FRANCESE!
CHIAPAS
CINQUE ANNI DOPO
EL SALVADOR
SCONFITTA DELLA DESTRA
TURCHIA
LEYLA ZANA LA VOCE DEI CURDI
SPAGNA
INTERVISTA CON LUIS ANDRÉS EDO
STATI UNITI
LA BANDIERA A TESCHI E STRISCE

TENSIONI NEL CORNO D'AFRICA


cronache del presente
 

CISON DI VALMARINO
CONTRO IL G8 AGRICOLTURA
CENTRI DI ESPULSIONE
UNA LUNGA STORIA DI VIOLENZA
UN DIBATTITO
FASCISMO IERI.  È FASCISMO OGGI?

NUCLEARE

UOMINI AL MERCATO: VODKA PER TUTTI!
DESTRA LIBERTARIA
DIO È STATO, SERVI E PADRONI
TRIESTE
CONTINUANO LE PROTESTE CONTRO LA "VIA GRANBASSI"


inserto - BANDA FOLK


 notizienotizienotizie

VENETO
EDUCAZIONE LIBERTARIA:
I° INCONTRO DELLA RETE

TRIESTE - DIVACCIA
IL NUOVO FRONTE DELLA TAV
INDOVINATE CHI CI RIMETTE...
CONSEGUENZE SOCIALI
DEL RAZZISMO

POLESINE
CENTRALI A BIOMASSE
BOLOGNA
MEETING NAZIONALE ANTIFASCISTA


ULTIMA PAGINA

 

                         

Uno spettro, anzi due, si aggirano per l'Europa: quello di un sisma sociale generalizzato e quello dell'anarchismo. Lo possiamo leggere di continuo su tutte le testate giornalistiche, soprattutto con l'avanzare dell'ennesima crisi del sistema finanziario globale, forse la più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale.
In questi mesi, molte testate (La repubblica, Le monde diplomatique, L'espresso…) hanno paventato la possibilità che le proteste, i disordini e le insorgenze determinate dagli effetti devastanti della depressione economica sulle classi meno abbienti, sui lavoratori, sui senza reddito, possano fare propria la critica rivoluzionaria e la metodologia antiautoritaria dell'organizzazione, non mediata e autonoma dalle sinistre politiche.
Tale timore, per i ministeri degli interni, deve essere stato senz'altro incrementato dall'osservare la consistente ed attiva presenza anarchica, anarcosindacalista, libertaria - rilevata anche dai media ufficiali- in occasione dei momenti più alti e di massa dell'opposizione sociale: dalla rivolta in Grecia alle lotte in
Francia, dalla mobilitazione a Londra contro il summit del G20 alle barricate a Strasburgo contro il vertice Nato… dove lo sventolare delle bandiere nere e rossonere sembra sottolineare
che i nodi della contraddizione radicale tra capitale e lavoro, tra libertà e autorità, stanno tornando al pettine del potere.
Emblematico, ad esempio, constatare che un filosofo come Remo Bodei, già Pci, poi Ds ed oggi legato al Partito Democratico, evidenzi i rischi totalitari connessi all'alleanza tra Stato e grandi corporations, proprio in un articolo pubblicato
sul quotidiano della Confindustria, Il Sole-24 Ore, che riprende le analisi di un filosofo liberal statunitense come Sheldon Wolin.
Prevedendo l'aggravamento della conflittualità sociale e al fine di reprimerla, l'Unione Europea con l'approvazione del Trattato di Lisbona è corsa ai ripari dilatando all'infinito i concetti di guerra, insurrezione e terrorismo. E' la stessa Fortezza Europa per la quale i suoi sudditi dovrebbero votare a giugno, dando il loro consenso all'Europa dei padroni che intendono imporci gli ennesimi sacrifici per risolvere la crisi di cui sono responsabili, del razzismo di stato, dell'intervento militare in Afghanistan, della
discriminazione contro i soggetti meno difesi, ma anche dell'aggressione Nato alla Jugoslavia (uranio impoverito compreso) di cui quest'anno ricorre il decennale.
E' quindi una precisa scelta di parte il filo che attraversa questo Germinal all'insegna dell'internazionalismo: ora più mai il
fondamentale orizzonte di liberazione umana e sociale, che poi è lo stesso che troviamo alle origini storiche della giornata del Primo Maggio.
Niente è dato e nulla è scontato: alle volontà individuali e collettive resta infatti l'ultima parola, anche quando l'esistente appare, o te lo fanno apparire, come immutabile. Ci rassicurava in tal senso il nostro Diego Camacho quando, vedendo nella sua Spagna la "quantità di cambiamenti nella società che ha imbruttito in tal modo la gente che oggi l'etica dominante è il cinismo del vivere come sia" osservava anche che "è facile passare dal cinismo alla giustizia, alla giustizia attiva: è molto facile quando ci son 4 milioni di disoccupati, che non beccano un centesimo, quando nei quartieri operai si vede gente che scava nei rifiuti per cercare un pezzo di pane". Parola di Abel Paz.